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Wednesday, October 29, 2008
Saturday, October 18, 2008
Friday, October 17, 2008
W il capitale

In questi giorni le banche vanno su e giù e non si parla di altro. Personalmente vorrei non preoccuparmi e anzi spero di nascosto in un crollo definitivo e totale sperando che questa benedetta crisi ci avvolga tutti allo stesso modo.
Purtroppo invece, come sembra, a farne le spese non saranno tutte le categorie, ma come al solito solo coloro che sono economicamente più indifesi.
Mi sono però ringalluzzito nel sentir parlare tutti quanti così fascinosamente della cosiddetta economia reale. Così tra un discorso catastrofico ed un articolo incomprensibile sull'intelligenza, mi son detto che, se esiste un'economia reale, viceversa, deve per forza esisterne anche una irreale.
Ebbene sì, in questo marasma generale, dove tutti i più arditi giornalisti e politici si gettano in dottissime previsioni, io, nella mia semplicità mi sono solamente reso conto dell'esistenza di un'economia irreale, che non esiste se non nell'etere, in quei numeri capricciosi che in questi giorni si presentano sempre con il segno meno davanti.
Ed è così che ho capito anche perchè si debba parlare continuamente di ottimismo e del perchè quando ci si riferisce alla borsa si usano termini che si riferiscono alla natura umana più profonda, che toccano corde tipicamente emozionali.
In pratica, in questi giorni ho capito che la fa da padrona un'economia totalmente irrazionale che si basa sugli istinti umani più beceri, sul panico di chi vende e di chi impaurito lo segue per non perdere i propri risparmi, in un circolo vizioso che giorno dopo giorno avvolge tutti coloro che in branco, proprio come le pecore, uno di fianco all'altro si inseguono fino al precipizio.
Quando si parla di borsa si usano termini come cauto ottimismo o panico generale per spiegare come la massa di coloro che giocano in borsa (giocare è un verbo che rimanda appunto gli istinti naturali più reconditi) si muovano come un unico essere gigantesco e impazzito che in preda a pura irrazionalità ed emozioni si trastulla tra una giornata di depressione ed una di felicità inaudita.
Tutto si muove come un unico essere umano e l'economia irreale, i sentimenti, si porta dietro l'economia reale, il corpo.
In altre parole la borsa è ormai divenuto il luogo in cui i gorilla, non pescecani, si battono forte il petto e fanno a lotta per tentare di conquistare territorio, è l'apice dell'animalesco essere maschio.
Poi sento dire a molti giornalisti e ancora politici, ciechi difensori dell'ideologia liberista, che il capitalismo come sistema economico è funzionato bene e sempre, poichè, come intelligentemente ammiccano, questo che stiamo osservando ora è il risultato di un qualcosa di corrotto e molto lontano da quel sistema perfetto che si preoccupano di celebrare.
Purtroppo per questi turisti della scienza, i premi nobel la pensano diversamente e tutti sono invece pronti a fargli il funerale (al capitalismo).
Dire che il capitalismo in occidente e nei paesi sviluppati (sviluppati proprio grazie al capitalismo ed altri fattori) non è fallito poichè questo non è capitalismo, è come dire che il comunismo (suo tradizionale opposto) che ad esempio si è visto in Russia dopo la seconda guerra mondiale non è fallito poichè quello che abbiamo visto non era il sistema comunista, ma una tirannia molto lontana dall'ideologia comunista.
Il capitalismo, così come il comunismo, il liberismo od il socialismo, sono solamente delle idee, spesso sono così affascinanti che si trasformano in ideologie e successivamente in dogmi. Però, purtroppo, essendo appunto delle idee, mai potranno essere come la realtà o combaciare perfettamente alla realtà. Rimarranno sempre una visione, appunto, ideale della realtà. Nostro malgrado.
Ecco perchè nessuno di noi è infallibile e perchè l'essere umano sarà sempre costretto a soccombere a se stesso, alle sue idee.
Con ottimismo.
W il capitale
Thursday, October 02, 2008
W il fascismo (?!)
sottotitolo: almeno quando c'era quello i treni arrivavano in orario.

Segnalo, per dovere mediatico, quest'articolo apparso su Micromega in cui in poche righe si smonta la fiera, ma poco intelligente uscita di Abbiati sulla sua fede fascista.


Segnalo, per dovere mediatico, quest'articolo apparso su Micromega in cui in poche righe si smonta la fiera, ma poco intelligente uscita di Abbiati sulla sua fede fascista.
W il fascismo (?!)
W la scuola!
Si è parlato a lungo ed in modo spesso poco approfondito di quello che era stato chiamato a suo tempo bullismo. Naturalmente, come ogni volta accade a molti degli argomenti mediatici che prendono il sopravvento nei telegiornali e nelle rubrichette purtroppo non solo televisive, è scomparso tanto velocemente quanto inesorabilmente dopo i quindici minuti di fama forzata, dopo che, da problema dei problemi, è divenuto fatto di scarso interesse ed è stato soppiantanto da altri barocchi comunicativi.
Sarà che forse il discorso pubblico non è in grado di sostenere troppi argomenti contemporaneamente e di conseguenza essi compaiono singolarmente per un periodo determinato di tempo in sequenze di interesse. Così che per un po' si parla dei pitbull, poi del bullismo, poi della prostituzione, poi del razzismo e via dicendo.
Sarà anche che forse di problemi ce ne sono molti e tutti insieme è impossibile affrontarli.
Ma la certezza è che quasi mai si parla ad esempio dell'intelligenza italiana, che non va assolutamente confusa con le inflazionatissime inventiva e fantasia, entrambe dirette conseguenze del motore primo che è appunto l'estro logico italiano. E tale intelligenza si evidenzia spesso nelle tanto bistrattate scuole, dove orde di giovani aitanti, tra una poesia di Leopardi ed un sonetto di Angiolieri, danno sfogo al loro genio, prima di essere corrotti dal perverso sistema delle università e del mondo del lavoro, dove non c'è spazio per l'inventiva e la spontaneità.
In altre parole, si voglia qui ricordare, con nostalgia e gratitudine, il mondo sommerso degli istituti superiori, in primis i Licei, di cui tutti parlano, ma di cui in pochissimi (professori esclusi) ne conoscono le peculiarità.
Ne sia da monito il video di cui sotto, il cui geniale quanto esilarante titolo è: Alunno si alza va vicino al prof e si crede un'aquila.

Sarà che forse il discorso pubblico non è in grado di sostenere troppi argomenti contemporaneamente e di conseguenza essi compaiono singolarmente per un periodo determinato di tempo in sequenze di interesse. Così che per un po' si parla dei pitbull, poi del bullismo, poi della prostituzione, poi del razzismo e via dicendo.
Sarà anche che forse di problemi ce ne sono molti e tutti insieme è impossibile affrontarli.
Ma la certezza è che quasi mai si parla ad esempio dell'intelligenza italiana, che non va assolutamente confusa con le inflazionatissime inventiva e fantasia, entrambe dirette conseguenze del motore primo che è appunto l'estro logico italiano. E tale intelligenza si evidenzia spesso nelle tanto bistrattate scuole, dove orde di giovani aitanti, tra una poesia di Leopardi ed un sonetto di Angiolieri, danno sfogo al loro genio, prima di essere corrotti dal perverso sistema delle università e del mondo del lavoro, dove non c'è spazio per l'inventiva e la spontaneità.
In altre parole, si voglia qui ricordare, con nostalgia e gratitudine, il mondo sommerso degli istituti superiori, in primis i Licei, di cui tutti parlano, ma di cui in pochissimi (professori esclusi) ne conoscono le peculiarità.
Ne sia da monito il video di cui sotto, il cui geniale quanto esilarante titolo è: Alunno si alza va vicino al prof e si crede un'aquila.
W la scuola!
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