Wednesday, April 25, 2007

Il mondo in pillole


nella foto: Vaasa centro

Per noi italiani e soprattutto per il mercato italiano le case sono un bene durevole che vale un investimento. Sul mattone ci possiamo contare tutti. Uno dei motivi della costante crescita del valore delle case è senza dubbio la crescita demografica: se sale la domanda di case anche il prezzo necessariamente deve crescere. Poco male se non si fanno figli in Italia, la popolazione aumenta lo stesso grazie all'immigrazione, che a sua volta a detta della destra italiana diverrà selvaggia dopo l'ennesima riforma.

Sembra stia accadendo lo stesso in Finlandia, dove la cosiddetta bolla si sta ingrandendo a vista d'occhio. Ad esempio, le case della zona centrale di Vaasa, costano dai 1500 ai 2000 euro al metro quadro, a seconda sia della posizione che naturalmente delle condizioni in cui si trova l'immobile (bene che non si muove, essendo casa :-) ).

Ora succede che il comune di Vaasa venda alcuni dei suoi immobili di proprietà locati in centro per far cassa, perchè come succede a tutti i comuni del mondo, mancano le risorse per asfaltare le strade o per gli asili nido. Succede anche però che questi immobili vengono svenduti ad una società per azioni (come qui lo sono persino i condomini, avete capito bene: quando si compra un appartamneto si compra una share del condominio, non solo un appartamento) sui 100 euro al metro quadro, quindi con un valore stimato di 15-20 volte inferiore a quello reale.

Ebbene, indovinate un po' a chi fa capo tale società? Al sindaco della città!

Tutto il mondo è paese ?!

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Saturday, April 21, 2007

Pensierino del fine settimana




Sia la religione che la scienza si basano sulla fede, ovvero sulla fiducia che attraverso l'una o l'altra l'uomo possa spiegare ciò che lo circonda. La scienza è consapevole della sua finitezza mentre la religione esplora proprio ciò che la scienza non è in grado di spegare. L'esistenza di dio d'altra parte non può essere spiegata per cui sia la credenza che lo scetticismo sono entrambi atti di fede.

Però una differenza abissale c'è tra la fede religiosa e la fede scientifica.

La fede scientifica ha necessariamente bisogno della conoscenza, alla fede religiosa, invece, basta l'ignoranza.

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Wednesday, April 18, 2007

Comunicazione di servizio (aggiornamento)




Giorni fa, in relazione a questo video di Aldo Grasso su quelle che lui chiama "parodie di Mai Dire Gol", scrissi al suo forum esprimendo, come qui sotto, il mio pensiero su parodia e imitazione, aggiungendo però (rispetto al post su questo blog) un esempio eventuale che riguarda una delle mie fissazioni, ovvero South Park. Ebbene facevo notare all'eminentissimo professore che le parodie erano quelle di South Park, in cui spesso si scimmiottano le serie Tv americane. Questo è il primo esempio che mi è capitato sotto mano:



Naturalmente il mio messaggio non venne pubblicato, pazienza.

Però oggi, sentite un po' cosa dice il signor Grasso sulle parodie. Il mio messaggio non l'avrà letto di sicuro però certo che, quando si dice "eh!, le coincidenze..."

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Comunicazione di servizio




Per carità, da ognuno di noi si può imparare qualcosa, questa è una regola che deve essere chiara a tutti. Però spesso i dubbi sono lancinanti, specialmente quando a dare pareri imbarazzanti sono tali esimi professori, laudati e santificati dalla grande maggioranza del popolo bue.

Per esempio guardatevi una delle tante dissertazioni di Aldo Grasso in cui pontifica su quella che lui chiama parodia, messa in atto dai comici della Gialappa's, in cui vengono macchiettizzati Klaus Davi e Giletti. Il grande professore dell'Università Cattolica di Milano gesticola autorevolmente nell'enfatizzare i suoi profondissimi concetti mentre si pone un quesito cruciale per la televisione italiana: ma la parodia, abbassa i parodiati o li innalza costruendone inconsciamente la fortuna mediatica?

Ebbene, il poveretto, dopo tanto chiacchierare, neanche si rende evidentemente conto di cosa sia una parodia, non capendo che quelle che prendono vita nello studio della Gialappa's sono imitazioni e non parodie. Imitazioni classiche di personaggi televisivi che criticano i soggetti esaltandone i caratteri negativi ed enfatizzandone i vizi. In soldoni trattasi di vere e proprie prese in giro, nella più classica delle tradizioni televisive, ovvero l'imitazione, anche satirica volendo.

Tutto tranne che una parodia, sia chiaro. La parodia, dalla lingua greca parà (simile) + odè (canto) - è l'imitazione di uno stile letterario, musicale o artistico destinata ad essere riconosciuta come tale (wikipedia). La parodia è ad esempio quella di Cecco Angiolieri il quale, usando le stile letterario stilnovistico, ne critica i contenuti rovesciandone i valori: tutt'altra cosa è invece accentuare i lati negativi di un atteggiamento, vezzeggiare in stile caricaturale un comportamento. Mentre nel primo caso la forma è la stessa mentre i contenuti sono contrappassati, nel secondo la forma è sì simile (l'imitatore appunto cerca di imitare), ma lo è anche il contenuto che viene però esaltato ed esagerato.

Di conseguenza il punto interrogativo che viene sollevato dal critico non ha senso alcuno: questa imitazione o parodia (come dice lui) esalta o distrugge? Ma chissenefrega, è esilarante e questo è sicuro. Il suo è un interrogativo che ha una risposta banalissima (di conseguenza anche l'interrogativo è banale) che sta tutta nel comunissimo motto del "bene o male purchè se ne parli".

Ma il malcapitato sono io che mi aspetto chissà cosa dal prof. Aldo Grasso, il quale nel suo cv accademico altro non sa che elencare la sua collezione di cariche, mentre alla voce attività scientifiche si limita ad uno scarno "Critico televisivo ed editorialista del Corriere della Sera. Ha ideato econdotto la fortunata serie radiofonica A video spento e ha diretto iprogrammi radiofonici della Rai nella breve stagione dei "Professori"(1993-4)".

Per poi finire con l'elenco delle publicazioni dove vengono inseriti anche quei libretti di cui egli ne scrive la prefazione o cura la pubblicazione, insomma fior di ricercone.

Questi, cari amici, sono i professori universitari di una delle più prestigiose università italiane (prestigiosa di nome) ed i creatori della nostra cultura scientifica, ovvero collezionisti di titoli e ammucchiatori di consenso.

I professori veri delle Università vere invece si dedicano alla ricerca e danno, ognuno nel suo campo, un contributo alla conoscenza del settore in cui sono specializzati, aggiungendo ognuno un mattoncino o un mattone o un muro intero, a seconda delle capacità, alla casa del sapere umano, invece di farsi belli in primo piano con le loro disquisizioni pseudoscientifiche.

Per esempio, se volete sapere qualcosa di più di critica televisiva, guardatevi Blob o invece nel caso in cui il linguaggio e la comunicazione in genere vi affascinano, leggetevi Chomsky o Lakoff oppure Popper.

Altro che Aldo Grasso.

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Monday, April 16, 2007

Do you wanna fight?

Il doping prescritto, ma illecito, della Juve o la cupola Moggiana scoperta grazie a tabulati svizzeri (quindi la telecom dell'amichetto di Moratti sembra non sia stata utile stavolta) ancora non ci interessano.

Oggi voglio solo portarvi a conoscenza di una cosa. Qui a Vaasa c'è un signore che è stato campione europeo e finlandese di kickboxing nella sua categoria. In generale. la mia esperienza personale mi suggerisce che questi lottatori un po' esaltati lo siano tutti, personlamente ne conosco molti visto che tutti come secondo lavoro hanno quello del cosiddetto buttafuori (o buttadentro a seconda delle esigenze).

Ebbene mi ricordo che tale campione un giorno mi raccontò di quella volta, tra le altre, che andò a combattere in Russia, a Mosca in particolare. Qui in Finlandia considerano la Russia un po' come il posto più povero del pianeta terra, ci sono dei conti in sospeso tra le due nazioni, non ultima la somiglianza tra i due popoli, cosa che i finlandesi proprio non riescono a digerire. Ma questa nota socio-antropologica non c'entra. Il fatto è che il suo racconto mi mise davanti a delle verità decisamente terrificanti.

Mi disse che a Mosca i campioni più affermati si allenano, naturalmente, nelle palestre più attrezzate e lussuose, e che di queste in Russia non ce ne siano molte. Poi aggiunse che tali palestre vengono lautamente finanziate dai mafiosi locali i quali spesso hanno bisogno dei servigi di tali gorilla.

Insomma questi che fanno i lottatori di professione lo fanno sia dentro che fuori dal ring, per il semplice motivo che quello è il lavoro in cui sono specializzati. E' inoltre chiaro che le attività esterne al ring che si basano sulla forza fisica e sull'imposizione corporale di un uomo su di un altro non siano certo le pù legittime e che è la mafia in genere che basa le sue azioni ad esempio sull'estorsione o il regolamento di conti.

Si capisce quindi anche l'interesse della mafia a che questi signori siano bene allenati, se poi devono lavorare menando le mani, come si dice. Insomma in Russia, a detta del mio amico e dei suoi racconti vissuti sul posto, in Russia l'equazione lottatore=mafia sembra pacifica ed accettata.

Detto questo, guardate queste fotografie (da corriere.it del 15/04/07):





D'altronde, mi spiegate cosa ci va fare un presidente della repubblica (in questo caso Putin) a vedere un campionato di mix-fighting? Neanche fosse lo sport nazionale più seguito.

Se uno più uno fa due...

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Wednesday, April 11, 2007

Bananas


Più che segnalare non posso fare, sono ormai senza parole e di fiato preferirei risparmiarne per più utili fini.

Comunque eccovi una bella pubblicità comparsa sul corriere adriatico di oggi, in bella vista in prima pagina. Si tratta di prestiti ed il testimonial, allo slogan "Un prestito mondiale", è niente meno che Paolo Rossi, campione del mondo nell'82 e pallone d'oro.

Sarebbe utile informare, per chi si apprestasse ad usufruire di tale prestito, che il sig. Rossi è stato anche squalificato per ben due anni a causa del calcio scommesse stile anni '80. Insomma, non proprio una faccia che trasmette fiducia. Oppure sì, la trasmette a noi italiani che dimentichiamo i malaffari e perdoniamo facilmente chiunque con amnistie e condoni e, soprattutto, a noi che perdoniamo i campioni del mondo per i loro ovvi meriti sportivi (ogni riferimento a Lippi e a calciopoli è puramente casuale).

Tutto chiaro, a meno che la pubblicità non sia rivolta proprio a quei malati di gioco che non possono fare a meno di scommettere. E si sa, che di gente come Paolo Rossi, l'Italia è piena.
Come al solito, repetita non iuvant.

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