Tuesday, February 27, 2007

Big Brother, è il caso di dirlo


nella foto: i Becks agli Mtv Music Awards con Sharon Osbourne

Come previsto è già cominciata l'avventura imprenditoriale dei Becks negli Stati Uniti e se vi sembrano molti 20 milioni di dollari per farsi riprendere dalle telecamere standosene comodamente seduti a casa propria, bè, allora significa che non siete dei veri appassionati di reality show.

I reality show per così dire "famigliari" sono un trend che negli Usa ha fatto arricchire e riemergere, se non reinventare, star di ogni tipo. Da fan della prima ora degli Osbournes, non rimpiango però i meno riusciti "Meet the Bakers" od il noiosissimo "NewlyWeds" con Jessica Simpson ed il suo sposino-ballerino-cantante-artista-tutto-fare (senza contare che in questi ultimi due casi sia il reality che il matrimonio siano andati completamente a rotoloni). Tutta opera di MTV, la Tv giovincella che di reality ci campa e anche bene. Sembra però che solo la famigliola Osbourne capitanata dall'esilarante Ozzy sia l'unica a rimanere unita superando la prova reality che, ad onor del vero, terrebbe unita con la prospettiva nemmeno tanto remota di guadagni stratosferici, qualsiasi coppia omo-etero o famiglia mono-poligamica, e non mi pare ci sia bisogna che vi spieghi il perchè.

Chissà se i Becks ce la faranno, d'altronde dopo scandali di ogni sorta (?) sono riusciti comunque a cavarsela e, senza un po' di malizia, direi che poche aziende (come tale è la famiglia Beckham), siano fallite per un paio di corna.



nella foto: The Bakers (ex-Bakers)

L'ultimo tra i reality a sfondo famigliare più riusciti di MTV è stato l'ennesima scoria derivante da Jackass, ovvero lo skate-boardista Bam Margera che con la sua famiglia di fannulloni obesi è riuscito a far ridere perfino noi europei ("Viva la bam").

Sta di fatto che questa volta a scrivere le sceneggiature (chi pensava che i reality fossero tali, non aveva ancora fatto i conti con l'entertainment business!) per il biondo e l'anoressica saranno quelli della Fox e chissà che l'impresa David&Famiglia riuscirà a sfondare come si deve, e come hanno programmato di fare.

Già mi vedo "MTV cribs" (altra chicca per i sognatori, insieme a "My Super Sweet 16") entrare a casa Beckham (che sembra sarà una villa appartenuta a Madonna) il quale, con fare molto inglese, dirà a noi telespettatori sognanti : "And this is the master-bedroom, where the magic happens!", con magari sullo sfondo il mai dimenticato Lalas bersi un cocktail mentre si fa il bagnetto nella classica jacuzzi circondato da bellezze esotiche.

Insomma il piano va a gonfie vele e noi, aitanti poveracci da teleschermo, non possiamo altro che sperare in nuove divertentissime idee che ci permettano di sognare la ricchezza altrui nello stesso momento in cui inconsciamente la incrementiamo.

Il Grande Fratello, è più vero che mai.

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Sunday, February 25, 2007

Sky significa cielo, non TV


Oggi facciamo un po' di sana informazione visto che siamo prima consumatori e poi cittadini, come ovvio. E' pacifico quindi che uno dei nostri doveri sia quello di essere dei consumatori efficienti, il che significa che a volte il risparmio vada ad incrementare il nostro consumo. Il discorso e' un po' complicato, e non e' il momento di inoltrarci in disquisizioni socio-economiche.

Insomma, ecco delle utili informazioni per poter vedere tutto lo sport (soprattutto calcio) che volete in diretta e senza pagare.

Per prima cosa scaricatevi questi piccoli programmi (in ordine di importanza):

SopCast
PPStream
QQLive
TVAnts

Poi prima di ogni partita andatevi a vedere in quali canali vengono trasmesse le partite e in quali programmi sono disponibili. Uno dei siti piu' completi e costantemente aggiornati e' questo qui, spagnolo.

Non sempre la qualita' e' eccezionale, ma come minimo sempre accettabile.

Il migliore tra i programmi è secondo me SopCast, per due principali motivi: le telecronache sono in lingue europee perchè i canali trasmessi sono principalmente europei (non cinesi, per intenderci) e perchè il programma stesso è semplice, intuitivo ed in inglese.

Se alcuni dei link che ho elencato non dovessero funzionare per il download, semplicemente cercate su google digitando il nome del programma e dopo una breve ricerca vedrete che qualcosa uscirà fuori.

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Wednesday, February 21, 2007

Urlo Mundial ?!


Dall'ultimo post di tempo ne e' passato, ma che possiamo farci, questo campionato ci interesserebbe veramente poco, se non fosse solo per i record straordinari che l'Inter piu' forte di tutti i tempi stesse inanellando con una costanza impressionante.

Purtroppo però poi ci rattristiamo facilmente, specie se alle poco edificanti vicissitudini legate ai tornelli (in ultimo i salvatori primi dell'universo calcistico italiano) seguono quelle del nuovo Fenomeno, divenuto ormai l'attaccante piu' forte degli ultimi cinque anni, la prima punta piu' forte del mondo, l'ultimo dei Lazzari resuscitati divinamente dal magico mondo del MilanLab. Se prima il povero Cristo dopo gli allenamenti si sentiva a pezzi, ora grazie alle fantascientifiche attrezzature del Laboratorio di Milanello si sente invece ringiovanito, pronto come al solito per una nuova straordinaria avventura.

Sarà che noi Ronaldo lo abbiamo sempre considerato la piu' forte prima punta del secolo ad onta delle maglie che ha indossato (e continuerà ad indossare) durante la sua favolosa carriera, ma sentire ora questi sfracelli mediatici, ebbene, ci farebbe riflettere, se ancora ce ne fosse il bisogno. Poi rimane comunque un ottimo affare (i giocatori sono affari, carne pesata al chilo e rivenduta in euro a seconda della qualita') anche se non potrà giocare la Champions League ed anche se probabilmente restera' solo un anno in piu', al massimo: sappiamo tutti che il suo scopo non e' arrivare quarto con il Milan, bensì giocare il piu' possibile per essere convocato per la Coppa America. A meno che il MilanLab...

Ma cambiamo argomento e da una vecchia passione passiamo ad un'altra altrettanto stagionata: Del Piero, il quale non solo ora, ma da sempre, e' stato una distorsione mediatica continua e naturalmente attiva anche oggi, più di prima. Nonostante non avessimo mai creduto che fosse un buon giocatore (per carità lui ne ha passate, tra infortuni, pasticche e telefonate) ci continua a stupire con triplette su triplette ispirando i più appassionati editoriali. Da parte nostra molto umilmente avevamo già predetto per lui una stagione brillantissima in serie B, ma forse qualcuno pensava che stessimo scherzando. A queste straordinarie perfomances e a chi crede che lo strapotere dell'Inter derivi soprattutto dall'assenza di avversari veri (non offendete Spalletti, per carità, ne risentirebbe psicologicamente) vorrei pero' aggiungere dei particolari piccanti: secondo le statistiche, a parità di partite giocate -paragonandola all'Inter- la Juve ha collezionato ben 43 punti, solo ben 20 punti in meno (ironia mia) degli antipaticissimi nerazzurri. Con una piccola differenza: le due squadre giocano in campiopnati diversi, uno dei quali è molto più abbordabile dell'altro. Indovinate un po' quale...

Poi un pensiero per Lippi: che trovi finalmente una squadra da allenare e firmi questo benedetto contratto, cosicchè potremo felicemente tornare a godere della tranquillità quotidiana, senza che il campione del mondo (non ancora Dio in terrà però, che se lo ricordi) continui a disturbarci con cadenza regolare, riferendo attraverso agenzie di stampa poco fantasiose, delle offerte ricevute e dei continui prolungamenti delle sue amatissime vacanze tra i bestemmiatori di Viareggio. Sembra che sia in dubbio anche un suo ritorno in campo a partire da maggio, purtroppo, forse a causa del rinvio a giudizio del suo povero figliolo.

Infine vorrei fare una considerazione sulla sicurezza fuori e dentro gli stadi: nella tanto e spesso a sproposito urlata Inghilterra, venti minuti prima dell'inizio di una partita (dico venti minuti, non tre ore) ancora si incontrano in metropolitana tifosi con le maglie della propria squadra a coppie o al massimo in tre o quattro, oppure padre e figlio, che aspettano il treno per andare allo stadio; i biglietti costano almeno una cinquantina di euro a testa (per gli iscritti) mentre gli abbonamenti stagionali sono molto più economici che in Italia (si sa a chi si vendono gli abbonamenti mentre gli Ultras in Italia entrano allo stadio gratis, o sbaglio?) e nessuno può comprare più di quattro beglietti per volta; inoltre gli introiti delle squadre di calcio solo in percentuale minima derivano dalle TV (intorno al 30%, il resto deriva appunto dai biglietti, dal marketing e dagli sponsor) mentre in Italia le TV contribuiscono per il 60%.

Insomma, i tornelli avranno pure un nome esotico, ma non sono certo la soluzione a tutti i mali del calcio.

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Thursday, February 08, 2007

E' questo il passato di Manu Chao?!



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Wednesday, February 07, 2007

Re-opening


Picture above: an Italian football match, extra time...

As we all saw, as I said, football does not stop, that was clear enough even during the post Sunday tears of the many, who thought (thought, simple past) it was time for a cultural revolution. Football stops, a pathetic sentence not leaving anything to the imagination of those who really believed football was not stopping. Did you really think a business worth millions (3% of all GDP in Italy) was going to close down all of a sudden because a cop died during riots in Catania?

As Matarrese argued, a death is part of the system and sorry about that, we are talking about an important business here. Nothing more true than that. But of course it cannot be said Mr. Matarrese, please present your resignation.

After the scandal, they all absolutely want to go back to what it was before: let’s game on folks! Teams, coaches, officials, everybody thinks it is time to play (I wonder what footballers singularly think, that is the only category which did not express a single opinion about the riots, except for the outdated representative of the footballers association).

And not only it is time to play, but they all want supporters back: Ultras and friends must be sitting on their comfortable chairs holding some Nazi-fascist-flag, among those coloured of their team’s colours, and contributing to the wealth of the system. Because football without supporters is not football, the majority argues. That is true, football exists only on the sphere of media: when there is not an audience there is not a show either, this is circular reasoning.

However, to conclude: if before we asked for less hypocrisy (namely: please do not say you are going to close when instead you will not) now we ask for more courage and optimism.

Courage of getting rid of the violent ones and optimism towards the fact that more conspicuous amounts of money will then, as a consequence, come off the pockets of the large majority of all supporters, constituted by pacific ones. The same ones who are now staying at home instead of going to watch live football matches, just because of the risk of riots.

That is called: long term business plan (approaching a successful strategy).


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Saturday, February 03, 2007

Viva il calcio, Abbasso l'Italia


nella foto: "il calcio chiude", frase pomposa, scandalizzata e radicale tipicamente italiana, frutto dell'indignazione buonista della prima ora. Come al solito, tutto verra' dimenticato. Chi scommette con me?

All'inizio non avevo parole, pensavo il silenzio fosse la miglior cosa. Poi a poco a poco, prima gocce e poi fiumi di agenzie e commenti hanno cominciato a scorrere sui giornali nostrani ed io non ho piu' resistito, come al solito.

Allenatori, presidenti, calciatori, dirigenti, insomma il mondo istituzionale del calcio, tutti a a piagnucolare di come il calcio faccia cosi' schifo, di come non si possa piu' andare avanti in questo modo, di come il calcio vada considerato uno sport, di come non ci siano piu' valori e chi piu' ne ha piu' ne metta.

In tutto questo pero', mi sfugge un particolare: ma chi e' il calcio? Non saranno mica le stesse persone che oggi (mai figura retorica fu piu' azzeccata) "si piangono miseramente addosso"?

Naturalmente nel piagnisteo odierno sono tutti d'accordo nel fermarsi, di non giocare, di fare i capricci, perche' i sentimenti di sorpresa e di indignazione sono tipicamente italiani: la morte del poliziotto equivale ad uno scandalo improvvisato, in cui i presunti colpevoli se la prendono con una sovrastruttura superiore che aleggia nell'aria. Non esistono figure umane fisicamente colpevoli, ma e' cio' che sta sopra di noi, il sistema calcio, il malato, non le persone che lo costituiscono. E'cosi' che si fa in Italia, sono i sistemi ad essere corrotti mentre le responsabilita' individuali non esistono.

Ne consegue che i presidenti aizza-tifosi fanno bene a scandalizzarsi oggi, che le societa' che assecondano i treni speciali per le trasferte sono delle vittime, che i calciatori che si attaccano come degli assatanati ai muri delle curve dopo aver segnato un gol o che si spacciano per cosiddetti giocatori-ultras sono anch'essi delle povere vittime, dei ragazzi che pensano solo a mettersi a disposizione del mister. Voi avete mai sentito un solo giocatore od un singolo allenatore prendersela con i propri tifosi per qualche motivo? Io no, mai.

Poi c'e' l'adolescente che tira la bomba-carta verso un auto della polizia, a due passi dallo stadio. Non mi fermerei al gesto, ma cercherei di capire le ragioni del gesto. Cosa e' che spinge un ragazzino a voler uccidere un poliziotto noncurante delle conseguenze (salvo poi pentirsene poi naturalmente, dopo aver realizzato la gravita' del gesto) durante una partita di calcio?

Innanzitutto il gesto in se': evidentemente quel ragazzino nel momento in cui tirava la bomba-carta (sapendo di poter uccidere) o era accecato dall'odio, oppure pensava di avere il diritto di potersi comportare in qualsiasi modo in quella circostanza (quando classicamente si dice che gli stadi siano zone franche). Probabilmente entrambe le cose, odio nei confronti della polizia e sicurezza di impunita' hanno dato vita a quel gesto mortale.

Ma cosa c'e' dietro l'odio nei confronti di un poliziotto, o meglio, di cio' che rappresenta? Un tifoso se la puo' prendere con un tifoso della squadra opposta per motivi appunto calcistici ovvi (lasciamo perdere l'incivilta'): facciamo il tifo per due squadre diverse, apparteniamo a due gruppi diversi, siamo in contrasto e ci guardiamo in cagnesco, bene. E' una questione di significati e valori.

Che significato ha un poliziotto? Che cosa rappresenta? Il poliziotto e' lo stato, rappresenta lo stato e l'autorita' statale, l'ordine in generale. Poi c'e' un valore che in teoria dovrebbe essere nazionale: la patria. Detto cosi' suona pomposo, ma in realta' una nazione per essere unita deve avere gli stessi valori che si forgiano nell'identita' nazionale, e la patria e' uno di questi. Invece no, probabilmente il valore di quel tifoso siciliano, internalizzato in famiglia o nei luoghi che frequenta, e' la negativita' dello stato. Cio' e' storicalmente comprensibile (la Sicilia e' praticamente uno stato sotto occupazione italiana), ma socialmente inaccettabile.

Ma chi e' lo stato, io pensavo fossimo noi tutti. I poliziotti, e quindi l'ordine e quindi la disciplina sociale, non vanno rispettati in quanto noi stessi siamo lo stato o il poliziotto? Evidentemente no, se quel ragazzino se la prende con il poliziotto, dietro quell'azione spregevole c'e' di piu' di una bravata o di un mero tentativo sovversivo nei confronti di un'autorita' super-imposta.

Purtroppo questa e' l'Italia, uno stato da centocinquant'anni, ma mai nazione, uno stato in perenne guerra civile in cui si inseguono gli interessi particolari di gruppi eterogenei mentre l'interesse nazionale viene messo da parte, semplicemente perche' non esiste una nazione.

Io vado controcorrente: il campionato deve continuare, si deve continuare a giocare, poiche' paradossalmente ipocrita fermarsi. Si sarebbero dovuti fermare prima se avessero voluto, dopo calciopoli. Fermarsi invece ora, per cosa? Per piangersi addosso e ricominciare con gli stadi pieni della stessa gente? Bisogna invece giocare ed andare avanti a oltranza, una cultura radicata come quella del tifo non puo' essere annientata con due settimanelle di stop indignato.
Bisogna giocare, a porte chiuse pero', con gli stadi vuoti, vietando al mondo mediatico intero di interessarsi di calcio, non parlandone.

Solo cosi' il calcio puo' di nuovo divenire sport veramente giocato e niente piu', ventidue persone che corrono dietro ad una palla con il solo scopo di prenderla a calci.

Avrei voluto non parlarne, invece tanto c'e' da dire, ma per favore, risparmiatemi i piagnistei del dopo-partita.

p.s. guardatevi bene da pericolosi giornalisti come questo: dire che tutto e' male e' come dire che niente e' male. Invece intelligenza significa discernere tra il bene e il male, anche quando il primo ad un livello superficiale sembra non esistere. Cosi' anche nel calcio molto e' male, ma c'e' anche molto bene, se la corruzione e' generale, non certo lo stesso vale per la violenza. Fermarsi per calciopoli sarebbe stato giusto, fermarsi ora e' profondamente sbagliato, come ho cercato di dimostrare.

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Friday, February 02, 2007

Fenomeno

Questo e' un piccolo omaggio al giocatore piu' forte di tutti i tempi, il M.Jordan del calcio.



Che se non fosse stato per gli infortuni anziche' due ne avrebbe vinti cinque di palloni d'oro (quelli regalati a Zidane, Owen o Nedved), che se non fosse stato per gli scandali prescritti del calcio nostrano avrebbe iniziato il ciclo Inter con Simoni e Moratti, e quest'ultimo forse non sarebbe oggi considerato lo spendaccione incompetente che conosciamo, che se non fosse stato...un attimo, come si dice a proposito dei "se" e dei "ma"?

Sta di fatto che prima lo consideravano grasso e storpio, un puttaniere buono a nulla. Oggi e' di nuovo il meraviglioso, il migliore degli ultimi cinque anni (ma Shevchenko e Trezeguet dov'erano?).

Lui invece rimane quello di sempre, il giocatore che ha cambiato il calcio, il primo ispiratore del Joga Bonito che oggi ha adepti ovunque, dai quartieri piu' sporchi di Malmö alle favelas brasiliane, uno dei primi imprenditori di se stesso che, proprio alla brasiliana (Pele' docet) si e' sempre venduto porta a porta come un aspirapolvere. Ben per lui, le straordinarie capacita' tecniche e la sua potenza fisica (naturalmente abbinate insieme) vanno al di la' del colore della maglia (o del triste numero sulle spalle, certo che proprio il 99...).

Sta di fatto che le cose piu' belle le ha fatte quando aveva il 10 sulle spalle.



Noi, da parte nostra, tiferemo sempre per Ronaldo, in un certo senso e' il calcio moderno che ci piace tanto.

Fine, a se stesso.

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