Tuesday, November 28, 2006

Sto sempre peggio

Il mio odio nei confronti degli Ultras e' pari a quello di un fondamentalista islamico nei confronti dell'Occidente inteso come civilta' e, ad alimentarlo, concorrono quotidianamente fattacci di ogni sorta legati a tale mondo. Poi leggo addirittura che le Brigate Rossonere lasciano un messaggio a Berlusconi dicendo: "Silvio: l'ultras vero non molla mai".

Ebbene, gia' non capisco il gay pride, ma certo essere fieri di essere ultras e' il colmo, soprattutto quando si e' talmente fieri da voler inglobare nel proprio gruppo anche chi con gli Ultras ha poco a che fare. Comunque, cosi' stanno le cose ed io piu' che incazzarmi non posso fare.

Sappiate comunque che il Silvio Berlusconi domenica scorsa non e' che sia svenuto cosi' per niente, badate bene a non credere a quello che dicono i telegiornali. Ora, considerando che egli non e' di certo Fidel Castro, e che quindi fa sorridere il bisogno di tranquillizzare la piazza con bollettini medici accomodanti (soprattutto alla luce della ridicola manifestazione del 2 dicembre, dove in molti sono pagati per partecipare, proprio cosi', avete letto bene), dicevo, considerando cio', siate consapevoli che l'Unto dal Signore e' stato colto da infarto.

Certo sarebbe stata una fine epica al pari del Berlinguer che si senti' male durante un discorso politico, ma non credo che il nano dalle uova d'ora abbia tanta voglia di fare l'eroe.

Speriamo solo di non trovarcelo tra le palle anche con sette-otto bypass trapiantati in petto.

p.s. COME SI FA A NON ESSERE OTTIMISTI?

Ve lo spiego io:

- Le schede bianche sono pezzi di carta fermi in archivi, ma non le vogliono contare (io gia' lo sapevo, a qualcuno l'ho anche detto, ma capisco che avrei fatto meglio a scriverlo), perche' dicono non ce ne sia bisogno.
- Deaglio viene indagato per aver turbato la quiete pubblica. Ci manca solo che gli diano il polonio250. Scusate, ma a stento trattengo un sorriso sincero.
- Pisanu dice che chi ha creduto a Deaglio si deve ora vergognare. Gia' per loro tutto cio' e' acqua passata, roba da insabbiare. Io dico che si debba invece vergognare chi credeva a Berlusconi, ma non mi sbilancio.
- La rai si scusa per questo Blob qui, che a mio parere e' un vero e proprio pezzo di pop-art quotidiana, ma certo e' meglio Buona Domenica o Amici.

Insomma, ci manca solo che Topo Gigio fondi un partito e siamo a posto, o siamo gia' a posto?!

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Monday, November 27, 2006

Calcio, we have a problem

- Vi voglio far sapere che Cannavaro mi fa sempre piu' schifo, perche' adesso passera' anche per santo dopo la dedica ai bambini di Napoli, i quali di tutto hanno bisogno tranne che del calcio.

- Vi voglio far sapere che un gol come quello di Ronaldinho in rovesciata io l'ho segnato quando non ero nemmeno adolescente, mi pare a 13 anni, senza neanche stoppare il pallone, ancora la gente ne parla, e non scherzo.

- Vi voglio far sapere che non me ne frega niente della morte dell'ultras del Paris St.German, anzi, ribadisco il mio odio nei confronti degli Ultras, gente degna solo di carceri piccole e puzzolenti.

- Vi voglio far sapere che Totti, anche se segna dei gol cosi', in nazionale ci deve andare sempre e che Del Piero in questo gli puo' insegnare qualcosa (altro discorso e' il fatto che gli allenatori continuino a chiamarlo).

Questo per il calcio, poi volendo mi do' una calmata parlando di altro...

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Thursday, November 23, 2006

Pineta Inter


nella foto: due personcine per bene ?!


Ma Moratti ci e', o ci fa?

Premessa: il novello presidente dell'Inter, coadiuvato da un vice addirittura onorario di tutto rispetto, il filgio (che non si sa per quali motivi meritocratici sia tale, cioe' vice-presidente) rilascia un'intervista dopo la partita dell'Internazionale F.C. contro Lo Sporting Lisbona, vinta per uno a zero permettendole di accedere agli ottavi di finale di Champions League.

I fatti: il Signore (appellativo regalatogli da affabili giornalisti di scuderia, vassalli del terzo millennio o da buonisti di primo pelo) alla domanda se Ibrahimovic fosse il suo nuovo pupillo ha risposto che "no, altrimenti si arrabbia Recoba".

I casi possibili:


1- Il Signore si e' espresso in tal modo in moaniera totalmente autoironica, riferendosi alla sua eccessiva ed a volte eclettica stima nei confronti di un giocatore che nulla ha fatto di importante per la propria squadra (forse il colpo piu' importante o anzi rilevante e' stato il rigore sbagliato contro l'Helsingborg, ma meglio cosi', Lippi gia' ci aveva stancato). Nel caso dell'autoironia volontaria godrebbe della nostra sincerissima stima.
2- Il Signore anziche' essere autoironico si riferiva direttamente a Recoba. Sapendo che il Chino si sarebbe offeso o comunque ingelosito veramente ad un abbandono (in senso platonico-calcistico) del proprio datore di lavoro (e soprattutto ad un calo delle proprie entrate), egli lo stuzzica con una frecciatina del tutto innocente, per mettere un po' di pepe nella loro relazione (di nuovo, calcistica)

3- Non c'e' alcuna ironia nella sua frase e quello che dice e' veramente cio' quello che crede.

Conclusioni:

- La terza ipotesi dovrebbe essere scartata a priori, visto che l'ufficio stampa dell'Inter e' stato cosi' premuroso da anticipare la frase di Moratti specificando che, prima di parlare, sorride divertito. Ne deduciamo lo spirito goliardico ed ironico.

- Tra la prima e la seconda ipotesi non ci sbilanciamo e proprio non sappiamo per quale tesi propendere. Il dilemma rimane irrisolto, ma Moratti, ci e', o ci fa?

p.s. ieri sono andato al cinema a vedere Borat, film da 10 e lode, non ha eguali. Lo consiglio a tutti, soprattutto ai fan sfegatati di Huntington e del suo scontro di civilta'.

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Tuesday, November 21, 2006

Tristezza prendimi e portami via


nella foto: il nichilismo esistenziale



Visto che l'Inter non fa altro che vincere seminando spettacolo (come vedete andiamo un po' in controtendenza rispetto a tutti i media sportivi italiani), che il Milan continua a giocare da cani con una difesa ed un centrocampo da reduci, non facendo pero' preoccupare a dovere i propri dirigenti vista la posizione in zona retrocessione, alla faccia del complotto (andiamo in controtendenza anche in questo caso come potete vedere), visto che la Roma ed il Palermo stanno facendo la loro umile parte di sparring partners del campionato italiano ed infine visto che la Juve in serie B non fa altro che seminare il panico nei confronti degli arrendevoli avversari di turno che di conseguenza si immolano al volere della Signora, be', altro non rimane che continuare a seguire le esilaranti vicende processuali di Moggi&Co., i quali saranno probabilmente rinviati a giudizio per, udite udite, "associazione per delinquere finalizzata all'illecita concorrenza tramite minaccia e violenza privata".

Il che significa che costoro non solo pilotavano le partite, ma lo facevano con metodi prettamente mafiosi, alla qual cosa avrei certamente preferito una corruzione semplice, con valige piene di soldi alla mano, sarebbe stato certamente piu' signorile. Invece qui siamo di fronte ad una vera e propria mafia che seguiva alla lettera il famoso proverbio siciliano "Cumanna' e' meglio ca' futte". Considerando che nemmeno a "futtere" erano tanto bravi, viste le spese folli di Moggi J. che non e' riuscito a portarsi a letto Ilaria D'Amico neanche con cena da diecimila euro ed aereo privato, direzione Parigi (prima e seconda accomodante versione dei fatti). Fermo restando che comunque la brava presentatrice (amica intima per chi non lo sapesse di Monica Bellucci, prototipo perfetto del sesso femminile, ovvero sexy e silenziosa) non e' che sia tutto questo gran che di donna e che e' stata elevata ad icona sexy solo dallo stimolo autoriproduttivo del sistema televisivo, pronto a celebrare se stesso per poi rivendercelo a prezzi stragonfiati. Tra l'altro la mia simpatia per la suddetta non raggiunge picchi altissimi, soprattutto alla luce del fatto che ho appena descritto: per intenderci, dopo che il figliol prodigo avesse fatto una corte cosi' spregiudicata, la lei un contentino gliel'avrebbe anche potuto dare. La maleducata e direi poco elegante e' stata la signorina che da novella fatima ha accettato un invito tanto galante, salvo poi sottrarsi ai suoi doveri.
Se il concetto non e' ancora chiaro, mi spiego meglio: da parte nostra la Ilaria D'Amico avrebbe avuto molto piu' rispetto se si fosse concessa al bruttissimo Moggi J., anziche' accettare di volare con lui privatamente a Parigi allo scopo di scroccare una cena di pesce al lume della torre Eiffel. Che cosa si credeva andassero a fare, a Parigi? Invece i beceri giornalisti o i media tutti a pontificare sul basso stile Moggiano mentre nessuno si e' accorto di quanto becera fosse la nostra cara figa di lusso.

Ma tant'e', il discorso sulla donna italiana ipocritamente sessuofoba ve lo risparmio. In questo blog siamo obiettivi.

L'ultima nota la vorrei celebrare in onore del buon Spalletti, altro simbolo dell'ipocrisia italiana elevata all'ennesima potenza. Le nostre formalita' sono cosi' adulterate e manipolate da una cultura prettamente demagogica e politicamente corretta (ovvero buonista) che sono riuscite a produrre come risultato un allenatore tristissimo per aver vinto 7 a 0. E' veramente deprimente vedere un povero cristo che si va a scusare falsamente rattristito con i dirigenti della squadra avversaria, poco prima umiliata sul campo. L'atteggiamento e' cosi' falso e buonista da farci suscitare le ire piu' vereconde perche', signori miei, quello era un gesto per prima cosa palesemente ipocrita e per seconda strettamente necessario.

Ipocrita perche' sfido qualsiasi allenatore ad essere dispiaciuto nel battere un avversario per sette a gol a zero, soprattutto pensando ai titoloni del giorno dopo, che altro non faranno che aumentare la propria dose di autostima settimanale ed in ogni caso magari un anno o qualcosina in piu' di contratto plurimilionario. D'altra parte tutti i pensieri del buon Spalletti trasparivano dal suo atteggiamento da cane bastonato e, come dice il proverbio, un'immagine vale mille parole.
Strettamente necessario perche' le regole non scritte del mondo calcistico italiano impongono che un pover'uomo sia pentito di gesti efferati come quello di insegnare alla propria squadra di far gol, che e' tra l'altro quello per cui e' pagato. Lo stesso discorso vale per le confessioni che si fanno dai nostri perversi pretazzi, l'importante non e' essere convinti di essere pentiti, perche' lo si puo' essere privatamente, l'importante e' confessarlo.

Ma di nuovo vi risparmio il discorso sulla cultura italiana, fatta di riti sociali a volte importanti e piu' spesso superflui e anzi deleteri.

Qui si parla di calcio, l'effimero lasciamolo agli altri.

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Thursday, November 16, 2006

Pallone d'oro


nella foto: quell'anno l'avrei vinto anch'io...



Insomma ci siamo, e pare proprio che Faccia d'Angelo-Cannavaro invece di piangere la morte dello sciattissimo Merola (andato in coma per una mangiata esagerata di cozze, voglio ricordarlo, perche' sarebbe stato impossibile immaginare fine piu' boccaccesca di questa) possa godersi il Pallone d'oro 2006, probabilmente gustandosi dei cannoli freschi freschi, offerti dal compagno di merende Lucky Luciano, il quale ha detto tra l'altro che chi ha venduto Cannavaro si meriti il mongolino d'oro, proprio cosi'.

In tempi di bullismo come questi forse Moggi si dimentica i metodi mafiosi che lui stesso ha usato per poter ottenere lo scambio Carini-Cannavaro, ma la memoria e' corta e noi tutti dobbiamo prostrarci ai suoi eccellenti metodi di persuasione economica, da vero business-man del terzo millennio, accontentandoci di un semplice "acchi', nisciuno e' fess" invece di gentil scuse da signore di sangue blu. Ma si sa, l'aristocrazia e' morta e qui in Italia ne sono rimaste solo le scorie fatte di nepotismo e furbizia diffusa.

Cannavaro e' il miglior centrale del mondo, e questo si sapeva. Nella corsa al primo posto della classifica stilata da France Football, supera Buffon ed e' uno dei pochi difensori a riuscire nell'impresa, facendoci tornare alla mente i nefasti giorni in cui uno come Sammer ebbe l'onore di entrare nel prestigioso limbo degli immortali del calcio (ho esagerato un po' con l'epica, mi son fatto prendere la mano). Questo per dire che, a parer nostro, tra i papabili Cannavaro e' la peggior scelta possibile e non ci meravigliamo, non tutti possiamo pensarla allo stesso modo, soprattutto se si parla di calcio.

Tant'e' che Buffon ad esempio forse se lo sarebbe meritato di piu', non foss'altro perche' e' semplicemente un portiere e, probabilmente, prima che ne nasca uno come lui dovremo aspettare altri cent'anni. C'e' chi dice pero' che il suo vizietto di scommettere su partite di calcio abbia leggermente influenzato il giudizio dei votanti (tra i quali spiccano dei perfetti ignoranti, c'e' da dire anche questo).

E' comunque chiaro il motivo per cui Cannavaro sia stato votato piu' di tutti: se e' vero che conta il mondiale (e lui era il capitano), be', Faccia d'Angelo non ha sbagliato niente e spesso e' stato decisivo. Senza dimenticare che per il resto dell'anno poco ha fatto, se non vincere un campionato falsato con la combriccola della banda bassotti, reincarnatasi per l'occasione nella triade o meglio, quadrumvirato, Moggi-Capello-Giraudo-Bettega (in ordine di importanza), tutti festanti come da copione nel celebrare uno scudetto di cartone.

Ma forse ci siamo persi qualcosa. Andiamo per ordine:

- i giocatori che piu' si meritavao il pallone d'oro erano maggiormente gli italiani, piu' precisamente i difensori, per l'eccezionale prova dei mondiali.
- di alternative non ce n'erano, visto che quest'anno premiare uno tra Ronaldinho, Henry o Eto'o sarebbe stato scandaloso. L'unico che poteva avere delle chances era Zidane (soprattutto grazie agli appoggi politici), ma con quella benedetta testata si e' rovinato il premio alla carriera (grazie a dio, aggiungo).
- Cannavaro e Buffon sono stati entrambi straordinari, ma certo non i piu' decisivi

E quindi? ... ma come, non avete ancora capito? Chi e' stato il giocatore in assoluto piu' decisivo dei mondiali?

Ma e' chiaro, il nostro partigiano Grosso, l'unico giocatore al mondo che ancora non si e' fatto un tatuaggio e che ancora si ostina ad andare al mare tra le discariche a cielo aperto di Pescara, magari portandosi da casa dei panini con la mortadella che non si riescono a deglutire nemmeno con la candeggina, snobbando orgogliosamente lidi piu' quotati come Milano Marittima o la sempreverde Viareggio. Purtroppo per noi pero', il povero partigiano, simbolo del risveglio nazional popolare che tanto ci ricorda il lontano 1982 (tanto per fare un paragone in costante inflazione), non era incluso nella lista anche se, udite udite, la sua prestazione mondiale e' stata addirittura inclusa tra le dieci migliori prestazioni sportive (si badi bene, non solo calcistiche) di tutti i tempi, dove figura gente come ad esempio Rocky Marciano!!

E' fuor di dubbio che sia stao il giocatore piu' decisivo, decisivo nei momenti piu' importanti delle partite piu' importanti: si procura il rigore contro i socceroos (Australia) all'ultimo secondo quando eravamo in dieci contro undici, nella partita in cui abbiamo piu' sofferto, esorcizzando un'uscita poco dignitosa dai mondiali alle prime difficolta'; segna un gol da cineteca contro i padroni di casa nei supplementari della semifinale che abbiamo tutti paragonato alla storica Italia - Germania 4-3; infine segna il rigore decisivo dei cinque (dopo il gran rifiuto del solito Pinturicchio, il quale aveva contrattato di tirare il quarto, il piu' facile per come si era messa) tirandolo con la freddezza e l'incoscienza del debuttante.

Insomma una prestazione durante tutto il campionato veramente sublime, senza contare che le sue radici modeste, il suo fisico che gli ha procurato l'appellativo di partigiano, il successo raggiunto in lieve ritardo, il fare ancora modesto e la sua straordinaria umilta', avrebbero reso il premio la dolce prova di un sogno incoraggiante per tutti, facendo diventare un sogno divenuto realta', in epica sportiva.

Noi chiediamo troppo e' vero, ma lasciateci almeno sfogare contro questi turisti del mondo calcistico.

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Maturita'

Potranno accedere all'esame di maturita' anche gli studenti del quarto anno che abbiano una media non inferiore a quella dell'8.

Cosi' dicono. Ho capito male, o son desto?

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Monday, November 13, 2006

I nodi ed il pettine

In questo blog si e' sempre parlato di complotti e spesso per questo siamo stati ingiustamente derisi. Mi segnalano oggi un articolo sul corriere della sera dove si parla del nuovo dvd di Deaglio (autore anche di "Quando c'era Silvio"). In questo dvd si parla di brogli e di voto elettronico durante le passate elezioni. Noi avevamo gia' a suo tempo sospettato delle irregolarita' (vedi post in fondo, nella stessa pagina interessanti pero' anche i post sui complotti calcistici, prima che scoppiasse lo scandalo calciopoli).

Ci hanno voluto far credere che gli exit-poll, per la prima volta nella storia, fossero totalmente scombussolati solo perche' la gente si vergognava di ammettere di votare per Berlusconi. A volte noi poveri cristi crediamo anche alle idiozie piu' palesi. D'altra parte, se crediamo ai giocatori di calcio che giurano attaccamento eterno alla maglia...

Perche' non convincersi anche di vivere in una democrazia?

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Tuesday, November 07, 2006

Il calcio secondo me - cap II


Nella foto: il calcio messo a nudo non e' che sia il massimo


Il calcio rimane comunque una delle invenzioni piu' geniali del secolo, uno dei modi piu' semplici per essere in grado di trasferire moneta sonante da una tasca all'altra senza che ce ne rendessimo conto, ipnotizzati come siamo dalle illusioni del circo calcistico. Dico circo perche' non a caso il calcio e tutto lo sport in generale vengono spesso paragonati al circo: il circo bianco e' ad esempio il mondo dello sci che cosi' come il calcio porta la propria baracca in giro per il mondo a creare spettacoli e miti per noi poveri cristi da divano. Purtroppo per noi pero' gli animali da ammaestrare siamo noi stessi che sediamo in poltrone simil pelle mentre i maghi dell'illusionismo sono gli atleti ed i dirigenti, i maghi del terzo millennio che attraverso le TV e tutte le altre diavolerie tecnico-mediatiche della nuova era comunicativa ci tengono in scacco, facendoci sobbalzare o urlare come delle scimmie agli ordini di abilissimi pifferai, gli arbitri, i vigili urbani del tifo organizzato. Ad ogni gesto corrisponde una reazione e tutto e' perfettamente pianificato. Braccio verso destra e punizione per gli ospiti: buuuuuh, gesto dell'ombrello. Braccio destro in alto con cartellino giallo: nooooooooooooh, dito medio verso la curva di fronte. Triplice fischio accompagnato dal distendimento di entrambe le braccia: aaaaaargh, vene del collo ingrossate e rissa generale con carica verso la polizia.

Tutto perfettamente programmato, con una sottilissima differenza: chi corre e tira calci alla palla come una foca vede il proprio conto in banca crescere smisuratamente mentre chi siede incretinito sul divano ha le tasche sempre piu' vuote e quando si chiede dove fosse finito il suo stipendio si sente rispondere che "pardon, ma quando ha firmato il contratto con la TV satellitare si e' dimenticato di leggere la clausola sul curling messicano, potra' guardare tutti i campionati in esclusiva per i prossimi vent'anni, pagando naturalmente."
In altre parole: prima ci ipnotizzano attraverso il can can mediatico e poi ci sfilano quattrini dalle tasche come moderni mangiafuoco, il calcio e' il paese dei balocchi.
Ma in fondo, che male c'e'?

Nessun male infatti, e noi qui stavamo tra l'altro parlando di cicli.

Se diamo uno sguardo agli ultimi 20 anni di calcio nostrano ci accorgiamo di come le protagoniste siano state solo tre-quattro squadre, non di piu', che fatalmente corrispondono alle piu' larghe utenze di tifo calcistico. D'altronde cosa ci guadagnerebbe il mondo calcistico tutto se a vincere fosse diciamo il Chievo, un quartiere di Verona fatto da poche migliaia di persone? Poco, a meno che non riuscissero a creare ad hoc il mito della squadra di provincia sulla falsa riga di Davide contro Golia con il piu' debole che riesce a sconfiggere l'imbattibile, attirandosi addosso le simpatie dei tifosi delle altre squadre. Sarebbe un'operazione fattibile, e hanno anche provato a metterla in pratica, poi si sono accorti che una Juve qualsiasi venderebbe comunque piu' magliette e che quindi il gioco non valeva la candela. Sta di fatto che Juve e Milan, con le parentesi di Roma, Lazio e Napoli hanno dominato la scena da quando il calcio e' divenuto soprattutto business.

Niente di male, ripeto, siamo contenti cosi' e cosi' contenti sono soprattutto gli interisti che comunque sono stati per un verso o per un altro sempre protagonisti.

Il ciclo Juve inizio' dopo circa nove anni di delusioni (che corrispondono inoltre al ciclo Milan di Sacchi, condito dall'affare Lentini e dallo splendore Berlusconiano), ce la ricordiamo tutti la Juve di Maifredi ed i continui frenetici cambi di allenatore che tanto ricordano i periodi piu' bui dell'era Morattiana. Poi ad un certo punto gli Agnelli si misero in testa di vincere e di farlo spendendo poco, ottenere il massimo con il minimo sforzo era il motto in voga in quegli anni, dopotutto il calcio rimane un grosso affare. Cosi' decisero di assumere un certo Moggi che gia' era famoso alle cronache per malaffari di ogni genere, non ultima l'istigazione alla prostituzione, ma come disse proprio uno degli Agnelli "tutti devono avere uno stalliere ed e' meglio che conosca tutti i ladri di cavalli". Come non dargli torto.

Si inizio' a vincere, salvo poi delegittimare anni di sforzi sovrumani con le tristi vicende di doping e la clamorosa calciopoli, qualcosa che nemmeno il mitico Puzo (Il padrino ndr) sarebbe riuscito ad immaginare. O forse tutti sapevamo tutto, ma eravamo nello stato d'ipnosi di cui sopra?!

continua...

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Monday, November 06, 2006

Il calcio secondo me


Nella foto: il ciclo e' iniziato


Il mondo televisivo dell'intrattenimento altro non fa che creare delle icone, dei miti, dei mondi paralleli affascinanti ed accattivanti per poter poi vendere i prodotti pubblicizzati che ci martellano in faccia durante la nostra tipica giornata di voyeur. Non a caso, noi che guardiamo la TV, ci chiamiamo Target (la traduzione italiana fa piu' paura, siamo dei bersagli). Molti sono gli strumenti utilizzati. Infatti ci sono programmi per tutti i gusti e per tutte le eta'. Ad esempio per i teen-ager (diciamo adolescenti, suvvia, soprattutto ricordiamoci di omettere la "s" nel caso in cui usimao una parola inglese al plurale in un contesto italiano) ci sono i programmi di MTV che tengono viva l'immaginazione di un futuro letteralmente stellare. Poi per le moderne Madame Bouvary ci sono invece le soap-opera, attraverso le quali ci si puo' immaginare mogli di sedicenti uomini d'affari pronti a catapultare le proprie amate nel fantastico mondo della mondaneita', in modo da mettere da parte per una mezz'ora almeno il mondo volgare dei panni da stirare e della cucina quotidiana.

Per noi maschi, invece cosa c'e'? Ma e' naturale, il CALCIO!

Il calcio e' come una telenovela perche' ci intrattiene quando sediamo eccitati sui divani o sulle scomodissime poltroncine da stadio. Sono la valvola di sfogo della nostra voglia agonistica antropologicamente maschile e perche' no, ci fanno sognare ed identificare con campioni sventra-veline facendoci poi piombare, nei casi piu' disperati, nell'identificazione totalitaria in una societa' o squadra, facendoci trasformare nella specie umana piu' strettamente vicina a quella animale, e cioe' l'ultras.
Molte sono le similarita' tra il calcio ed una telenovela: sono entrambi eventi infiniti, nel senso che mai finiscono e si rinnovano continuamente per poterci continuamente intrattenere. Cosi' come le telenovele che si rinnovano finche' sono seguite, cosi' i campionati mai finiranno finche' saranno seguiti da noi lobotomizzati dell'etere. E naturalmente durante l'infinito ciclo di autoriproduzione mediatica, bisogna accontentare tutti, tutti devono avere le loro seppur minime soddisfazioni, perche' non bisogna rischiare di disaffezionare qualcuno.

Ma tutto cio', in realta', cosa c'entra con la crisi del Milan?

C'entra eccome, perche' cosi' come le telenovele sono fatte di cicli, cosi' e' il calcio: se per un mese siamo costretti a sciropparci le eventuali crisi di relazione tra Ridge e Brooke (invero un ciclo assai lungo) cosi' nel calcio a volte e' il Milan, a volte l'Inter ed altre la Juve o qualsiasi altra squadra a tenere le redini dello show.

Il fatto e' che il ciclo del Milan e' finito ufficialmente un paio di anni or sono durante la benedettissima finale di Istanbul, quando invece di pensare a giocare, i giocatori rossoneri tra il primo e secondo tempo della partita gia' festeggiavano la coppa. Sta di fatto che il Milan in tre anni non ha vinto niente di niente e che ormai l'esperienza si e' definitivamente conclusa, per cui appellarsi agli errori arbitrali e cercare di tenere in vita (come si e' fatto appunto negli ultimi anni) un mito ormai estinto e forse mai esistito, e' inutile e paradossale. I giocatori sono vecchi e stanchi, i campioni abbandonano la nave e i rincalzi non sono all'altezza, inutile anche stare a discutere. D'altro canto durante la scorsa estate la favola Oliveira ha abbindolato solo certi giornalisti asserviti.

Insomma, il mito del magico Milan, del Milan galattico, del Milan meraviglioso, se prima era un'invenzione mediatica, oggi si' e' un accanimento mediatico-terapeutico nei confronti di un paziente in fase terminale.

Un ciclo tangibile invece e' iniziato, ed e' quello dell'Inter.

A dirla tutta il ciclo inizio' anni or sono con l'acquisto di Ronaldo paragonabile all'acquisto da parte del Napoli di Maradona. Purtroppo pero' quel ciclo fu stroncato dal malaffare bipolare rosso-bianconero, il cui apice e' stato raggiunto il 5 maggio.

continua...

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