Tuesday, February 28, 2006

Protezionismo




Le maglie dell'Italia sono sempre piu' brutte, evidentemente la Puma e' a corto di idee visto che dall'ultima apparizione della nazionale si e' limitata a restringere il numero di colletti a V in campo onorando solo i portieri di questo tocco stilistico cosi' cool. Come scusante il fatto che le splendide ed attillatissime maglie del Camerun farebbero una brutta figura addosso agli striminziti fisichetti dei nostri calciatori (le maglie precedenti della Puma per l'Italia enfatizzavano la grandezza del busto con uno stratagemma stilistico delle maniche, il tutto per intimorire di piu' gli avversari, a detta di chi le aveva disegnate. Erano lo stesso molto piu' belle di queste ultime).

Rimpiango comunque la Kappa e le sue maglie (attillate e' vero, ma che donavano anche gli obesi) che tanto successo riscuoterono ai tempi dei mondiali e degli europei passati. Erano un bell'esempio del Made inItaly, gratificante almeno piu' dei risultati.

Quest'anno invece, oltre che ai risultati dobbiamo rinunciare anche allo stile, se mai fosse stato una consolazione.

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Monday, February 27, 2006

La bilancia del lunedi

Non vorrei che passassero sotto silenzio l'espulsione di Samuel, la squalifica di Adriano ed il rigore regalato alla Juve (toh, s'e' rivisto Nedved).

Ah, scusate: tanto alla fine gli errori arbitrali si compensano sempre.

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Saturday, February 25, 2006

I'll make him an offer he can't refuse


clicca sulla foto

Il figlio di Provenzano (si, proprio lui, il capo di tutti i capi) ha ricevuto dal ministero dell'istruzione una borsa di studio all'estero (Germania) per promuovere la cultura italiana.

Avra' tutti i suoi buoni propositi, ma a me non toglie nessuno dalla testa che in Germania ci sono sempre stati migliaia di immigranti dal sud Italia, che in Germania la mafia ha comprato intere citta' riciclando i soldi guadagnati con il commercio di droga (centinaia di mil di euro al mese!), che in Germania sono stati latitanti gli stessi Provenzano ecc...

Insomma la cuginanza non ha limiti.

E io che mi illudo a sbirciare nel sito del Crui ogni tanto, e con timidezza.

Poi non lamentiamoci se all'estero sopravvivono gli stereotipi di italiani tutta pizza, spaghetti, mafia e mandolino.

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Friday, February 24, 2006

Leggi ad personam

Berlusconi ha proposto esenzione dal canone, cinema e treni gratis per gli ultrasettantenni.

Sarebbe l'ennesima legge ad personam del suo sventurato governo.

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Wednesday, February 22, 2006

Paul Marcinkus

Chissa' se e' andato in Paradiso.

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La vita e' tutta un quiz

Vi ricordate del cazzottone inferto da Montero a Di Biagio?
Ma quello era stato punito dalla prova tv? Non ricordo, eppure altro che

"L'atto commesso da Adriano è idoneo a provocare danni a Grandoni, valutata la parte del corpo verso cui era indirizzato lo schiaffo (il mento) e la forza impressa da Adriano al proprio braccio. Si è tratto di un gesto certamente intenzionale come dimostrano le immagini televisive"






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Saturday, February 18, 2006

Munich

Steven Spielberg e' ebreo, ricco e americano. Non capisco cosa si aspettassero i critici da lui quando avesse girato un film sulla disputa centenaria tra Israele e Palestina.
Tecnicamente ineccepibile (avrei da ridire sulle locations italiane: una piazza con una chiesa, una bottiglia di vino, una ventina di piccioni, un paio di vespe ed un drappo tricolore) e' un thriller piacevolissimo in cui l'intrattenimento svolge la parte principale.
Le trame Spielberghiane sin dall' esordio sono sempre state abbastanza semplici nel seguire i dettami aristotelici, ma il suo talento tecnico, ora unito ad una vasta esperienza, fa si che la suspence e le sorprese siano dosate in modo eccellente.

Cio' non signica che la morale sia cosi' alta come il risultato tecnico.

A parole, attraverso i dialoghi, il regista descrive la crisi di identita' dei vendicatori israeliani chiedendosi se sia legittimo rispondere alla violenza con la violenza. Per noi spettatori naturalmente non e' cosi', o almeno e' cio' che pensiamo di fronte ad un'opera d'arte.
Per lui evidentemente no.
A fatti il regista non fa altro che giustificare continuamente l'azione di vendetta mostrando nei momenti piu' topici del film, ovvero in cui il rimorso e' insopportabile, l'azione di settembre nero ai giochi di Monaco, rendendo vano il lungo processo di crisi creatosi precedentemente.

Cosi' il film prosegue alternando rimorso a legittimazione in un climax preoccupante che approda all'assassinio finale degli ostaggi israeliani, giustificando in pratica l'applicazione della legge del taglione.
La volonta' finale del protagonista di non tornare in Israele e di trasferirsi definitivamente negli States, o i rari tentennamenti nel far scoppiare una bomba, giungono ormai troppo tardi e sono a mio parere troppo poco di fronte alla violenza quotidiana che ci troviamo a combattere in questi anni.
Una volta di piu', dopo Save Private Ryan e The War of the Words, con Munich Spielberg non perde occasione per ribadire il suo spirito guerrafondaio.

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Tuesday, February 14, 2006

Chi la fa, l'aspetti















nella foto da sinistra verso destra: Luis Figa


Giunto in Italia fra lo scetticismo generale Luis Figo e' riuscito a smentire tutti sfoderando la classe propria di un pallone d'oro che ha militato tra le prime squadre del mondo per quasi vent'anni. Paladino del fair play, giocatore sicuramente diverso da quel Pavel Nedved che, pallone d'oro di quantita', strappo' ingiustamente il trofeo dai piedi di Paolo Maldini, difensore piu' forte della storia del calcio mondiale.

Credeva di aver visto tutto nel calcio eppure, giunto in Italia per la prima volta a trent'anni suonati, e' stato risvegliato dal sogno di dolce vita che probabilmente si aspettava dalla Milano da bere e si e' con gran sorpresa trovato di fronte a quella che Sergio Romano definisce la cuginanza italiana e che noi tutti chiamiamo comunemente mafia.

Ma Luis Figo non ha peli sulla lingua, e' un giocatore navigato e, poiche' le rughe che solcano il suo volto non hanno appesantito il suo doppio passo, ha dribblato tutti dicendo: nelle ultime settimane sono successe cose strane*.

Non e' la prima volta che un campione si ribella, ci provo' anche Ronaldo gridando al mondo il suo dolore per quello che aveva visto, appena arrivato dalla Spagna: tutti devono sapere quello che e' successo!

E' la prima volta pero' che un campione che si ribella viene denunciato per cio' che ha detto.

Io non so piu' che dire e lascio che chi ancora viene celebrato per la sua bravura parli anche per me:

"Entrato in surmenage, il pedatore si comporta come la scimmia che è in ciascuno di noi quando gli vengon meno i freni inibitori. Sul campo è istrione da fescennino e mattatore drammatico. Al primo colpo inizia le laudi della professione della madre di colui al quale appartiene il gomito o il piede che l'hanno colpito. Il dialogo è serrato e chiama in causa anche i compagni, l'arbitro e gli avversari. E quando è lui a commettere il fallo, e l'arbitro lo ferma, subito alza le braccia al cielo, inarca le reni, sbuffa, spergiura. In un paese civile questi lazzi di provocazione verrebbero puniti con l'espulsione immediata. In Italia sono scoppiati anche gli arbitri, e tutto fila" (Gianni Brera)

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(*)

Juventus
Parma =
1 - 1
La serata più clamorosa: a 1 minuto dalla fine Palanca assegna un rigore alla Juve per...svenimento di Vieira. Ma non e' finita qui! al '47 Cannavaro abbraccia Corradi..rigore ed espulsione? NO!
Juventus
Udinese =
1 - 0
Succede tutto quello che potrebbe succedere: espulso Muntari per fallo che non c'e', gol della GIUve in fuorigioco, rigore non dato all'Udinese, Emerson mai ammonito dopo 3 entrate da dietro.
Ascoli
Juventus =
1 - 3
Per tutta la partita l'arbitro interpreta i falli a favore della Giuve, il presidente dell'Ascoli abbandona lo stadio a fine primo tempo per lo sdegno.
Lazio
Juventus =
1 - 1
Berhami viene cinturato da Chiellini in piena area...ma l'arbitro non vede. Sempre nel primo tempo Cannavaro commette un fallo da espulsione su Berhami che lo costringe ad uscire.
Roma
Juventus =
1 - 4
Sullo 0-0 Emerson strattona Montella per la maglietta (che si allunga) ma il guardalinee consiglia l'arbitro che non e' successo nulla...Lo stesso Emerson ammette il rigore in diretta alla Domenica sportiva.
Juventus
Livorno =
3 - 0
L'apoteosi della sudditanza. L'arbitro espelle De Ascentis che prova a scalciare Mutu ma ammonisce soltanto Camoranesi, Zambrotta e Chiellini che sarebbero da rosso. Capello imbarazzato toglie Camoranesi subito dopo averlo inserito.
Parma
Juventus=
1 - 2
A 5 minuti dalla fine l'arbitro segue Bresciano sulla fascia e non Cannavaro al centro dove strattona e fa cadere Corradi..ennesimo rigorino...
Udinese
Juventus=
0 - 1
Qui arriviamo nel ridicolo... Iaquinta viene messo fuori rosa e salta la Juventus proprio il giorno prima, al '90 Barreto viene colpito da Cannavaro in piena area ma l'arbitro non rovina la vittoria GIUventina...
Juventus
Ascoli =
2 - 1
A rieccoli! Subito dopo 2 gol sbagliati dall'Ascoli, l'arbitro concede un dubbio rigore per fallo di mano su cross dalla trequarti. 3 minuti dopo Nedved tocca la palla con la mano volontariamente ma la giacchetta nera ci passa sopra come sul recupero finale. 3 Minuti trasformati in 1 e 45 secondi.

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Monday, February 13, 2006

Citizen Moggi II





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Wednesday, February 08, 2006

I Fantasmi della Rete II


Svelato il mistero Carletta. Tale infatti essere un nome femminile e quindi non riferibile al nostro caro amico Gabriele (l'ho dedotto da una frase, clicca sulla foto per ingrandire).

Pero' io ancora spero che il nostro abbia una crisi di identita' e che quel "Carletta" sia colui il quale ci ha sempre dato continue soddisfazioni, ti prego non ci deludere proprio ora.

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Tuesday, February 07, 2006

Citizen Moggi



Intanto il campionato italiano continua ad essere il reality show meno interessante della televisione nostrana. Mesi fa affermai con una certa sicurezza che gli arbitri nei momenti cruciali del campionato avrebbero palesemente aiutato la Juve ad emergere dalle eventuali difficolta'.

Cio' si e' scientificamente verificato.

Ma il punto non sono i rigori negati, i cartellini rossi o i fuorigioco, ci sono modi molto piu' sottili per poter indirizzare una partita. Evidentemente uno ruspante come Dattilo non li conosce.
Infatti molto piu' utile (nel senso dell'eco mediatico) e' fischiare o meno, in una direzione piuttosto che in un'altra i falli di centrocampo o le rimesse laterali, ad esempio, ed usare inoltre un metro di giudizio impari nell'uso dei cartellini gialli (che sono la rampa di lancio per un'espulsione).

La stratosferica Juve di questi ultimi due anni, a detta dei cori unanimi delle sirene giornalistiche, ha si' vinto un camionato e un terzo, ma ha gia' perso piu' di una coppa (una addirittura contro l'Inter) ed e' stata protagonista di episodi clamorosamente sopra le righe, senza contare il processo per doping.

Insomma, cari juventini, abbiate almeno il pudore di non esultare troppo in caso di vittoria, perche' non ci crediamo piu' nessuno.

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Sunday, February 05, 2006

CHE DITE:VE CE MANDO A BEVE??? GLU GLU GLU

Cari miei di seguito vi segnalo un importane, a mio avviso, commento di uno dei più grandi esperti italiani e mondiali di comunicazione di massa, un certo UMBERTO ECO. Sono sicuro che vi rammentate della nostra disquisizione intorno al potere della televisione di influenzare le coscienze collettive e condizionare i risultati delle competizioni elettorali: bene, se avete 3 minuti di tempo spendeteli in maniera costruttiva leggendo queste poche righe.

Deciso critico del «populismo mediatico », sistema in cui il leader scavalcando il parlamento si rivolge in televisione direttamente al popolo, o meglio, a «una finzione di popolo», l’esperto di comunicazioni di massa Umberto Eco non sa dire se le ultime continue apparizioni in video gioveranno a Berlusconi: «Non scommetterei un decimo del mio stipendio. Sarei disposto a pronunciarmi soltanto dopo aver fatto seri sondaggi. La tecnica mi pare comunque sempre la stessa: quella della provocazione continua che mette nell’angolo l’avversario: questi sbaglia sia se reagisce sia se sta zitto. Bisogna stare attenti tuttavia non soltanto all’eccesso di parole,maanche all’eccesso di silenzi. Domenica scorsa è avvenuto a Milano un fatto molto importante: una grande partecipazione alle primarie della sinistra per la candidatura a sindaco di Milano, che sono state vinte da Bruno Ferrante. Il giorno dopo la notizia era ovviamente sulla prima pagina del Corriere, di Repubblica e di altri giornali, ma sui telegiornali che ho visto la notizia non c’era o era data con scarso rilievo. Detto questo, voglio ricordare un principio base della scienza delle comunicazioni di massa: i mezzi di massa non creano opinioni, semplicemente rafforzano quelle esistenti. Se così fosse, se l’elettorato, per diverse ragioni, non ultime quelle economiche, ha deciso di abbandonare Berlusconi, l’uso della televisione non servirà a niente».

Penso che non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non il farvi notare come, a scanso di eventuali equivoci, vi abbia inserito bene bene tutto il paragrafo di riferimento e non solo le poche righe in grassetto in fondo... non si dubiti mai della mia onestà intellettuale.Ciah

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Saturday, February 04, 2006

I Fantasmi della rete



Questo intervento e' tratto dal forum TeleVisioni che Aldo Grasso tiene sul corriere online (clicca sulla foto per ingrandire).
Sono curioso di sapere se sia o meno una predicata bella e buona del nostro Carletta che sparge il nostro credo pretaiolo per la rete.
Se cosi' fosse complimenti a Carletta per la predicata (mi riferisco alla forma che tra l'altro e' la cosa piu' importante nelle predicate) e soprattutto complimentoni per lo pseudonimo usato nella firma. Un anonimo Gabriele non ci avrebbe appassionato cosi' tanto da scriverci su un post.
Sempre che sia Lui.

Vi prego di informarvi e in caso di farmi sapere, ve ne saro' grato.

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Friday, February 03, 2006

Chi e' senza peccato, scagli la prima pietra

Personalmente credo che una vignetta come quella qui sopra non giustifichi la rabbia spropositata di chi si sente offeso. Rabbia che fa bruciare bandiere e scoppiare qualche bombetta isolata. Certo che l'autoironia e' da persone estremamente intelligenti, ma la tolleranza dovrebbe essere un sentimento universale.

D'altra parte la tolleranza va a braccetto con il dubbio ed il relativismo delle opinioni, ma come si fa ad avere dei dubbi quando si ha a che fare con dei dogmi? Si va inevitabilmente incontro ad una dicotomia insolvibile. E' propio vero che la religione e' l'oppio dei popoli, di tutti i popoli.

«La libertà di espressione non dà il diritto di raccontare menzogne. Il profeta non ha fondato una religione terrorista, ma una religione di pace. Non accettiamo che questa immagine venga deformata», ha detto il rettore della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur.

Ebbene le reazioni spropositate che le vignette di Plantu hanno suscitato (e che hanno inoltre portato al licenziamento scandaloso del direttore di France Soir), starebbero a dimostrare il contrario, ma mi auguro di cadere in un sillogismo troppo semplice per essere vero.

Il punto e', in ogni caso, il fatto che la vignetta qui sopra e' veramente esilarante.

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Thursday, February 02, 2006

VA' PENSIERO



Secondo questo programma io assomiglio niente poco di meno che a: Luciano Pavarotti!


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