Sunday, January 25, 2004
carletta sono al tuo servizio
E' tailandese la bandierina che hai visto su iner.it (certo se avessi studiato un po' più la geografia o giocato a streetfighter lo sapresti). L'inter pochi mesi fa ha infatti firmato un'accordo con una società di quel paese per la promozione del marchio nerazzurro in estremo oriente(anche perchè se continuano così fra 10 anni non avranno più tifosi under 30 in Italia). a proposito di inter.it notato come negli ultimi tempi il sito sia diventato più bulgaro che mai. In confronto il TG4 è l'oasi della trasparenza giornalistica.
Wednesday, January 14, 2004
FINALMENTE
Finalmente dopo un rischio di chiusura anticipata, causa reiterato mancato utilizzo del servizio, e' partito il gruppo di discussione I POLITICANTI. PARTECIPA ANCHE TU AL PRIMO STORICO SONDAGGIO, hai tempo fino al 25 gennaio.ciah

FINALMENTE
FINALMENTE!!!!
Cari amici lo so che questa e' pubblicita' nn legittima ma vi devo informare che dopo il rischio di chiusura, causa mancato utilizzo del servizio, finalmente il gruppo di discussione I POLITICANTI ha visto la luce e preso il via. Partecipa anche tu al sondaggio, hai tempo fino al 25 gennaio ciao

FINALMENTE!!!!
Sunday, January 11, 2004
Evidentemente non hai capito dove volevo andare a parare
Premetto che quello sulle televisioni era solo un esempio; e quando parlavo di telecomunicazioni non mi riferivo solo al tubo catodico, ma anche (e soprattutto) alla telefonia.
Se poi dovessi fare un elenco delle proprietà di Berlusconi, mi troverei a scrivere un post più lungo di quello di Conce coi membri della P2 (ma se vuoi, Michele, te lo invio tramite e-mail).
E non ho neanche intenzione di stare a discutere con te di tutte le eventuali sfumature e sfaccettature che il modello concorrenziale può assumere (se me lo concedi, questo è campo mio… ti lascio volentieri le televisioni).
Voglio solo depositare una frase:
''L'interesse di coloro che trattano in un certo ramo commerciale o manifatturiero è sempre diverso da quello del pubblico e anche opposto [...]. La proposta di una nuova legge [...] che proviene da questa classe dovrebbe essere sempre ascoltata con gran precauzione e non dovrebbe essere adottata se non dopo aver esaminato a lungo e attentamente, non solo con la più grande scrupolosità, ma anche con la più sospetta attenzione.''
Adam Smith ''La Ricchezza delle Nazioni''
E' abbastanza autorevole?
E chi ha orecchie per intendere...

Se poi dovessi fare un elenco delle proprietà di Berlusconi, mi troverei a scrivere un post più lungo di quello di Conce coi membri della P2 (ma se vuoi, Michele, te lo invio tramite e-mail).
E non ho neanche intenzione di stare a discutere con te di tutte le eventuali sfumature e sfaccettature che il modello concorrenziale può assumere (se me lo concedi, questo è campo mio… ti lascio volentieri le televisioni).
Voglio solo depositare una frase:
''L'interesse di coloro che trattano in un certo ramo commerciale o manifatturiero è sempre diverso da quello del pubblico e anche opposto [...]. La proposta di una nuova legge [...] che proviene da questa classe dovrebbe essere sempre ascoltata con gran precauzione e non dovrebbe essere adottata se non dopo aver esaminato a lungo e attentamente, non solo con la più grande scrupolosità, ma anche con la più sospetta attenzione.''
Adam Smith ''La Ricchezza delle Nazioni''
E' abbastanza autorevole?
E chi ha orecchie per intendere...
Evidentemente non hai capito dove volevo andare a parare
Saturday, January 10, 2004
DE MEDIA!!!
Caro Mirko intervengo subito a fare quelche precisazione e a dire la mia....preparatevi dunque potrei fare uno di quegli interventi che in passato hanno fatto tanto scalpore, tanto se sa faccio il bello ed il cattivo tempo del blog!!!!
Cominciamo subito dalla fine. A me il sistema capitalistico concorrenziale piace. Non sara' forse la soluzione di tutti i mali, anzi qualcuno ne creera' pure, ma credo che l'esistenza un libero mercato in cui partecipano diversi soggetti erogando beni/servizi in maniera concorrenziale sia una gran cosa. Non solo noi ne guadagnamo dal punto di vista economico, la concorrenza evita la nascita di cartelli e oligopoli e fa abbassare i prezzi dei prodotti, ma anche da quello democratico. Il libero mercato implica necessariamente liberta' d'iniziativa e d'impresa e la liberta' cari miei e' tutto!!!!
Grazie a quella stessa liberta', e ai suoi agganci politici(vedi Craxi e decreti ad personam ma si sa siamo in italia), il caro Silvio si e' costruito quello che oggi e' il suo impero economico nel settore dei media comunicativi. Ora il problema posto dal caro Mirko e' quello del pluralismo informativo che a sua dire in Italia va scarseggiando. Innanzitutto l'oligopolio nn e' "che si sta creando o gia' in gran parte e' formato", c'e' di fatto da vent'anni e credo che questa nn sia cosa buona e giusta ma credo anche che se da vent'anni c'e' un vuoto legislativo non e' che la colpa e' del Berlusca anzi......
Bisogna risolvere il problema che esiste e su questo siamo penso tutti d'accordo. Mi congratulo con te del fatto che nn parli di regime o dittatura a riguardo xe' credo che tutti quelli che lo fanno siano ridicoli e anche un po' stupidi.
Dimostrano di essere incolti dal punto di vista storico-giuridico. Dicevo dell'oligopolio tv: c'e' e va risolto meglio di come e'/non e' stato fatto in passato. Vedremo ora il risultato della riforma del digitale terrestre no?non sono fazioso o ironico x' nn lo so neanche io se si riuscira' a creare una molteplicita' di emittenti tv pero' credo che gia' sia un passa avanti rispetto alle leggi-fotografia del passato. Se nn funziona si cambiera'.
Pero' il pluralismo dell'informazione nn e' solo quello esterno, finora poco, ma anche quello interno( che riguarda cioe' il servizio pubblico nazionale Rai). Questa e' obbligata a garantire diritto d'accesso e visibilita'a tutte le diverse idee, opinioni, tendenze di tipo politico, religioso, sociale e culturale. Per quanto riguarda tutte le tendenze di stampo politico io in Rai nn vedo molto pluralismo dell'informazione. Nn parlo dei tg ma dei programmi di approfondimento e satira. credo che sia innegabile che nella programmazione Rai siano pochi i programmi spudoratamente di destra mentre invece di cose di sinistra se ne vedono molte. Se ne vedono molte anche x' Rai 3, che e' la rete culturale e piu' "impegnata"del servizio pubblico, e' stata/e' storicamente lottizzata dalla sinistra(non faccio qui un giudizo di valore). Io vedo Socci da una parte e Blob,Floris,Guzzanti vari dall'altra nn parlando poi di quando c'erano Santoro e gli altri.
Cioe' ben vegano tutti quanti e ben vengano le interviste a Bill Emmott ma deve venire anche qualcosa dall'altra parte.
Viene pero' poco non solo in Rai ma anche da Mediaset dove la situazione e' ancora peggio, sputano tutti nel piatto in cui mangiano. Per concludere direi che il pluralismo in Italia e 'assai strano. Abbiamo poche reti tv, un duopolio Rai Mediaset. Una Rai che e' molto spesso contro il Berlusca che sia oppure no al governo. Abbiamo un Presidente del Consiglio a capo di Mediaset che pero' fa tutt'altro che parlarne bene e portargli consenso.
La soluzione credo sia non quella di togliera qua e mandare sul satellita la' ma creare un sistema digitale che funzioni veramente. Ci vorranno cinque anni? e aspettermo ne abbiamo aspettati venti cazzo. La tv, gli spot tutto questo non determina la vittoria o meno alle elezioni, il Berlusca ce l'ha sempre avute e nel 96 ha preso gli schiaffi uguale.
E' liberale nella sua gestione tv, a mediaset tutti lo insultane nn se pone il problema de un uso strumentale del mezzo. nn credo valga la pena sta a discore due anni su una legge de conflitto de interessi visto che il digitale sta arrivando e tutti sti discorsi tra un po' nn conteranno piu' una cazzo. Il tempo che fai la legge(coi tempi italiani) questa e' gia quasi obsoleta.vi saluto che mi fratello me pressa

Cominciamo subito dalla fine. A me il sistema capitalistico concorrenziale piace. Non sara' forse la soluzione di tutti i mali, anzi qualcuno ne creera' pure, ma credo che l'esistenza un libero mercato in cui partecipano diversi soggetti erogando beni/servizi in maniera concorrenziale sia una gran cosa. Non solo noi ne guadagnamo dal punto di vista economico, la concorrenza evita la nascita di cartelli e oligopoli e fa abbassare i prezzi dei prodotti, ma anche da quello democratico. Il libero mercato implica necessariamente liberta' d'iniziativa e d'impresa e la liberta' cari miei e' tutto!!!!
Grazie a quella stessa liberta', e ai suoi agganci politici(vedi Craxi e decreti ad personam ma si sa siamo in italia), il caro Silvio si e' costruito quello che oggi e' il suo impero economico nel settore dei media comunicativi. Ora il problema posto dal caro Mirko e' quello del pluralismo informativo che a sua dire in Italia va scarseggiando. Innanzitutto l'oligopolio nn e' "che si sta creando o gia' in gran parte e' formato", c'e' di fatto da vent'anni e credo che questa nn sia cosa buona e giusta ma credo anche che se da vent'anni c'e' un vuoto legislativo non e' che la colpa e' del Berlusca anzi......
Bisogna risolvere il problema che esiste e su questo siamo penso tutti d'accordo. Mi congratulo con te del fatto che nn parli di regime o dittatura a riguardo xe' credo che tutti quelli che lo fanno siano ridicoli e anche un po' stupidi.
Dimostrano di essere incolti dal punto di vista storico-giuridico. Dicevo dell'oligopolio tv: c'e' e va risolto meglio di come e'/non e' stato fatto in passato. Vedremo ora il risultato della riforma del digitale terrestre no?non sono fazioso o ironico x' nn lo so neanche io se si riuscira' a creare una molteplicita' di emittenti tv pero' credo che gia' sia un passa avanti rispetto alle leggi-fotografia del passato. Se nn funziona si cambiera'.
Pero' il pluralismo dell'informazione nn e' solo quello esterno, finora poco, ma anche quello interno( che riguarda cioe' il servizio pubblico nazionale Rai). Questa e' obbligata a garantire diritto d'accesso e visibilita'a tutte le diverse idee, opinioni, tendenze di tipo politico, religioso, sociale e culturale. Per quanto riguarda tutte le tendenze di stampo politico io in Rai nn vedo molto pluralismo dell'informazione. Nn parlo dei tg ma dei programmi di approfondimento e satira. credo che sia innegabile che nella programmazione Rai siano pochi i programmi spudoratamente di destra mentre invece di cose di sinistra se ne vedono molte. Se ne vedono molte anche x' Rai 3, che e' la rete culturale e piu' "impegnata"del servizio pubblico, e' stata/e' storicamente lottizzata dalla sinistra(non faccio qui un giudizo di valore). Io vedo Socci da una parte e Blob,Floris,Guzzanti vari dall'altra nn parlando poi di quando c'erano Santoro e gli altri.
Cioe' ben vegano tutti quanti e ben vengano le interviste a Bill Emmott ma deve venire anche qualcosa dall'altra parte.
Viene pero' poco non solo in Rai ma anche da Mediaset dove la situazione e' ancora peggio, sputano tutti nel piatto in cui mangiano. Per concludere direi che il pluralismo in Italia e 'assai strano. Abbiamo poche reti tv, un duopolio Rai Mediaset. Una Rai che e' molto spesso contro il Berlusca che sia oppure no al governo. Abbiamo un Presidente del Consiglio a capo di Mediaset che pero' fa tutt'altro che parlarne bene e portargli consenso.
La soluzione credo sia non quella di togliera qua e mandare sul satellita la' ma creare un sistema digitale che funzioni veramente. Ci vorranno cinque anni? e aspettermo ne abbiamo aspettati venti cazzo. La tv, gli spot tutto questo non determina la vittoria o meno alle elezioni, il Berlusca ce l'ha sempre avute e nel 96 ha preso gli schiaffi uguale.
E' liberale nella sua gestione tv, a mediaset tutti lo insultane nn se pone il problema de un uso strumentale del mezzo. nn credo valga la pena sta a discore due anni su una legge de conflitto de interessi visto che il digitale sta arrivando e tutti sti discorsi tra un po' nn conteranno piu' una cazzo. Il tempo che fai la legge(coi tempi italiani) questa e' gia quasi obsoleta.vi saluto che mi fratello me pressa
DE MEDIA!!!
Friday, January 09, 2004
The Ecomunist
Mi sembra che adesso si sfiori il ridicolo più che mai!
Per un conto lo capisco, il povero Silvio nazionale, quando se la prende con Sabina Guzzanti, che fa un programma di satira (pesante), dichiaratamente rivolta contro di lui. Ma da qui a prendersela col direttore del periodico economico più celebre del mondo, di strada ne passa!
Potevo ben comprendere che Mr. B. tentasse di discolparsi dalle accuse di Bill Emmott adducendo giustificazioni o minimizzando, ma frignare e fare la solita vittima mi sembra la strategia peggiore. Tra l’altro, e ci tengo a sottolinearlo, l’Economist è un giornale apertamente pro-capitalismo. Niente stampa pseudo- o filo- comunista, dunque. Il periodico anglosassone è il più strenuo difensore del modello di concorrenza perfetta!
Infatti, la critica che viene rivolta a Berlusconi , limpida e compassata da far male, è quella di usare il suo potere politico per estendere quello (personale) economico. L’obiettivo dell’uomo politico viene perciò stravolto: egli non dedica la sua vita per il bene del Paese, ma sacrifica il bene del Paese per trarne vantaggi privati.
Per di più lo fa ''falsando la concorrenza'' (antitrust di tutto il mondo, unitevi!). E’ questo che non va giù al signor Bill Emmott.
E, personalmente, non so come dargli torto: se proprio vogliamo il capitalismo, se pensiamo che sia il sistema migliore, almeno facciamolo funzionare!
Si dice che il suo principio di base sia che, in ogni mercato, il numero delle imprese debba essere talmente alto da tendere all’infinito (onde evitare accordi, cartelli...): ma vi sembra che questo sia il nostro caso?
Vi sembra che, dopo la privatizzazione delle telecomunicazioni, il numero dei concorrenti sia così alto? Vi sembra che 7 canali televisivi (più MTv, che qui non fa testo) sia un numero che garantisca il pluralismo? Se poi andiamo a vedere chi controlla ‘ste benedette televisioni...
Perciò, se, oltre ad avere un gran numero di mercati fortemente concentrati, ci mettiamo pure che il principale agente in molti di essi è il Presidente del Consiglio, la concorrenza va a farsi benedire!
Notate che ho evitato di parlare di ''regime'' o ''dittatura''.
Ho anche evitato ''conflitto d’interessi'', perché mi avrebbe portato ad approdare su lidi troppo distanti.
Per concludere, anche se il modello capitalistico concorrenziale non mi piace affatto (come ben saprete), lo ritengo pur sempre preferibile all’oligopolio che si sta creando e che in gran parte si è già formato.

Per un conto lo capisco, il povero Silvio nazionale, quando se la prende con Sabina Guzzanti, che fa un programma di satira (pesante), dichiaratamente rivolta contro di lui. Ma da qui a prendersela col direttore del periodico economico più celebre del mondo, di strada ne passa!
Potevo ben comprendere che Mr. B. tentasse di discolparsi dalle accuse di Bill Emmott adducendo giustificazioni o minimizzando, ma frignare e fare la solita vittima mi sembra la strategia peggiore. Tra l’altro, e ci tengo a sottolinearlo, l’Economist è un giornale apertamente pro-capitalismo. Niente stampa pseudo- o filo- comunista, dunque. Il periodico anglosassone è il più strenuo difensore del modello di concorrenza perfetta!
Infatti, la critica che viene rivolta a Berlusconi , limpida e compassata da far male, è quella di usare il suo potere politico per estendere quello (personale) economico. L’obiettivo dell’uomo politico viene perciò stravolto: egli non dedica la sua vita per il bene del Paese, ma sacrifica il bene del Paese per trarne vantaggi privati.
Per di più lo fa ''falsando la concorrenza'' (antitrust di tutto il mondo, unitevi!). E’ questo che non va giù al signor Bill Emmott.
E, personalmente, non so come dargli torto: se proprio vogliamo il capitalismo, se pensiamo che sia il sistema migliore, almeno facciamolo funzionare!
Si dice che il suo principio di base sia che, in ogni mercato, il numero delle imprese debba essere talmente alto da tendere all’infinito (onde evitare accordi, cartelli...): ma vi sembra che questo sia il nostro caso?
Vi sembra che, dopo la privatizzazione delle telecomunicazioni, il numero dei concorrenti sia così alto? Vi sembra che 7 canali televisivi (più MTv, che qui non fa testo) sia un numero che garantisca il pluralismo? Se poi andiamo a vedere chi controlla ‘ste benedette televisioni...
Perciò, se, oltre ad avere un gran numero di mercati fortemente concentrati, ci mettiamo pure che il principale agente in molti di essi è il Presidente del Consiglio, la concorrenza va a farsi benedire!
Notate che ho evitato di parlare di ''regime'' o ''dittatura''.
Ho anche evitato ''conflitto d’interessi'', perché mi avrebbe portato ad approdare su lidi troppo distanti.
Per concludere, anche se il modello capitalistico concorrenziale non mi piace affatto (come ben saprete), lo ritengo pur sempre preferibile all’oligopolio che si sta creando e che in gran parte si è già formato.
The Ecomunist
Thursday, January 08, 2004
Il mondo in mano ai tamarri
Grazie al Google Zeitgeist si scoprono quali sono le parole più ricercate dagli utenti del più popolare motore di ricerca al mondo. Questo permette di scoprire quali sono i gusti e le tendenze nel mondo occidentale. Dai dati relativi al 2003 è possibile capire che la nostra è una società ormai sulla strada del declino irrreversibile. Le prime 3 personalità maschili cercate su Google sono nell'ordine Eminem, Beckham e Orlando Bloom mentre tra le personalità femminili troviamo tre topine che rispondono ai nomi di Britney Spears, Jennifer Lopez e Pamela Anderson. Se a questo aggiungete che il marchio più ricercato dagli utenti del web è Ferrari non potrete che concludere che il mondo è in mano a dei tamarri rincoglioniti da MtV.
Scorrendo le classifiche per nazioni si scoprono ad esempio cose interessanti. I francesi ad esempio si confermano un popolo superiore visto al numero 2 delle parole più ricercate c'è la FNAC (catena di negozi specializzati in libri e musica) subito dopo l'SNCF. In italia il tamarrismo è più forte che altrove con Gigi D'alessio e Tiziano ferro al terzo quarto posto fra i cantanti più ricercati dal popolo di Google subito dopo gli intramontabili Vasco ed Eros Ramazzotti.
Particolare preoccupazione in me suscitano Canadesi e Tedeschi visto che ai primi posti assoluti delle ricerche in questi paesi vi sono manga giapponesi come Inuyasha e Yu-gi-o, segno che si sono tutti rincretiniti o che in questi paesi i bambini usano la rete ben più che in altre nazioni?
Infine una prova che la legalizzazione dell'hascisc corrompe la società, il film più clikkato dagli olandesi è stato nientepopodimenochè 2 fast 2 furious.

Scorrendo le classifiche per nazioni si scoprono ad esempio cose interessanti. I francesi ad esempio si confermano un popolo superiore visto al numero 2 delle parole più ricercate c'è la FNAC (catena di negozi specializzati in libri e musica) subito dopo l'SNCF. In italia il tamarrismo è più forte che altrove con Gigi D'alessio e Tiziano ferro al terzo quarto posto fra i cantanti più ricercati dal popolo di Google subito dopo gli intramontabili Vasco ed Eros Ramazzotti.
Particolare preoccupazione in me suscitano Canadesi e Tedeschi visto che ai primi posti assoluti delle ricerche in questi paesi vi sono manga giapponesi come Inuyasha e Yu-gi-o, segno che si sono tutti rincretiniti o che in questi paesi i bambini usano la rete ben più che in altre nazioni?
Infine una prova che la legalizzazione dell'hascisc corrompe la società, il film più clikkato dagli olandesi è stato nientepopodimenochè 2 fast 2 furious.
Il mondo in mano ai tamarri
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